L’ora fatal saptessa.
Vincer giova o perir.
Pel nostro Dio, per la Grecia ne accenda rugan desio.
Volte tranquille e terte, asilo della morte,
Voi che ne proteggete, e di vostr’ombre ne coprite,
Se mai de’Greci il fato tradisse i sforzi lor…
Deh! Profondate.
Fra le vostre ruine,
Di sue vittime in cerca,
il vile autor de’nostri mali estremi,
Non vi trovi che sangue: il vegga, e fremi!
Venite a questo sen, dilette suore,
impetriamo dal cielo il suo favoreGiusto ciel! In tal periglio, ciel!
Consiglio, più speranza non m’avvanza
Che piangendo, gemendo,
Implorar la tua pietà.
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